Fabrizio De Andrè

Faber è uno dei più grandi artisti italiani del '900. L' ho scoperto così, per caso, quando avevo dieci anni e da allora non ho mai smesso di ascoltarlo. Ho capito il valore di quei testi soltanto più tardi, e l' ho subito inquadrato come una persona diversa: De Andrè ha capito la falsità di quella borghesia a cui apparteneva e per dare dignità alla sua vita si è messo nella condizione di chi non ha più niente da perdere, l' unica che può darti quel coraggio intellettuale che è necessario alla ricerca della verità, e ha iniziato a diffondere con le sue canzoni messaggi d' amore e di civiltà meravigliosi.
In una delle prime scene del documentario "Effedia, sulla mia cattiva strada" De andrè dice di aver parlato soltanto di idee, con le quali si costruiscono realtà sognate, la realtà è qualcosa di diverso; questo è in fondo un messaggio negativo, ma che fa ammirare ancor più il personaggio per la sua visione acuta della realtà.
Lui sapeva benissimo di non poter cambiare il mondo, pensava che diffondere certi messaggi può soltanto servire a far parlare di certe cose... Però disse anche che fino al '700 la democrazia era considerata un' utopia, ora è invece realizzata in buona parte del mondo: noi non possiamo cambiare niente, ma non possiamo neanche fermare il vento, perchè gli faremmo perdere tempo, diceva nella Canzone del maggio.
Ha cantato prostitute, trans, zingari, emarginati: era a favore delle minoranze, e pensava che vi fosse poco merito nella virtù e poca colpa nell' errore. Era una persona di vero senso religioso: era un anti-conformista, un anarchico, era un santo.Questo è solo l' uomo De Andrè.
E Come artista? I testi delle sue canzoni sono considerati da alcuni vere e proprie poesie, tanto che sono state inserite in alcuni testi scolastici; ha dimostrato una grande abilità nel tradurre le canzoni di Brassens, di Leonard Cohen e l' Antologia di Spoon River, tanto che alcuni, forse esageratamente, hanno considerato le traduzioni ancora più belle degli originali.
Ci sarebbe troppo da dire su De Andrè, e lo farò trattando ogni argomento volta per volta.





Faber is one of the biggest italian artists of the twentieth century. I have found him randomly, when I was 10 and since then I have never stopped to listen him. I understood the value of his song’ s lyrics only later, and I immediately thought he was a different person: De Andrè got the falsity of  the bourgeoisie to which he belonged and, to give dignity to his life, he put himself in the position of those who have nothing to lose, the only that can give you the intellectual courage that you need to find out the truth, and he started to spread messages of love and civilization with his songs.
In one of the first scenes of the documentary “Effedia, sulla mia cattiva strada” De Andrè says to have only spoken about ideas, with which you can build “dreamed realities”, the reality is something different; this is at bottom a negative message, but it make you admiring more this person for his acute vision of the reality.
He knew that he could not change the world, he thought that spreading certain messages could only be useful to speak about certain things… He also says that until the eighteenth century democracy was considered an utopia, on the contrary it has been realized in a lot of world’ s places: we cannot change anything, but we cannot neither stop the wind, because we would make it only losing time, he said in Canzone del maggio.
He sang about bitches, transsexual, gypsy, social outcast: he was for the minorities, and he thought that there is few merit in the success and few guilt in the error. He was a person with a huge sense of religion: he was a nonconformist, an anarchist, a saint. This is only the man.
As an artist? The lyrics of his songs are valued as poems by someones, and you can find them on some school-books; he proved a huge ability at translating the songs of Brassens, Leonard Cohen, and the Antology of  Spoon River, and someones exstimated the translation-songs more beautiful than original ones, maybe exceeding.
There is too much to say about De Andrè, I will do it, step by step.