L' apologo del topo con le corna

Tratto da “Storia d’ Italia da Mussolini a Berlusconi” di Bruno Vespa
Inviato da Francesco Roccasalva


[…] Nei primi cinque anni della vita politica di Berlusconi l’ attacco sferrato contro di lui dalla Procura di Milano è stato formidabile: 97 persone a vario titolo riconducibili all’ area Fininvest sono state coinvolte in 70 procedimenti penali “rilevanti” per un totale di 363 posizioni processuali, se si sommano le posizioni di ciascun soggetto in ciascun procedimento. […]
Perché tutto questo è cominciato con la discesa in campo del Cavaliere, visto che qualche mese prima non c’ era niente a suo carico? Quando lo chiesi a Borrelli, il procuratore mi rispose sostenendo che, quando una persona appare sul proscenio, è più facile che arrivino informazioni sul suo conto. Una notte dell’ estate 1998, a Cortina, Piercamillo Davigo mi illustrò magistralmente questa tesi con l’ apologo del topo con le corna. “Un gruppo di topi viveva beato. Poteva mangiare formaggio a volontà. Perché nel magazzino dove viveva c’ era un buco a rappresentare sempre una provvidenziale via di fuga. Il buco era comodo, ma sufficientemente piccolo perché un gatto non potesse entrarvi. Un giorno un topo più intraprendente degli altri disse che gli sembrava giusto distinguersi dal gruppo. E si applicò un paio di nobili corna affinchè i suoi compagni potessero riconoscerlo sempre. Ma quando si trattò di scappare all’ arrivo del gatto, tutti i topolini entrarono nel buco, tranne il topo più in vista. Le corna, infatti lo frenarono e il gatto ne fece un solo boccone.” Senza mai nominare Berlusconi, Davigo ne tracciò un perfetto identikit giudiziario.