L' Economist su Mario Draghi

Il prossimo presidente della seconda più importante banca centrale potrebbe essere Mario Draghi


I politici europei hanno una notevole capacità di peggiorare la loro sofferenza economica con ferite auto-inflitte. All' inizio di questo mese in un battibecco al vertice di Bruxelles ha turbato i mercati finanziari e mandato gli spread sui bond alle stelle. Ora la futura leadership della BCE è incerta, dopo l' improvvisa rinuncia di Axel Weber, il presidente della Bundesbank tedesca e l' uomo che era sembrato probabile che sostituisse l' attuale presidente Jean-Claude Trichet. Il mandato di Trichet scade ad Ottobre. Se la storia è una guida, i politici potrebbero litigare per mesi sul suo successore. Peggio, a giudicare da altri recenti Euro-appuntamenti - pensate a Herman Van Rompuy, Belga, e  Cathy Ashton, inglese, rispettivamente il presidente dell' UE e la responsabile della politica estera. La BCE potrebbe finire con un candidato di compromesso il cui passaporto o la politica è la principale qualifica.


Sia il ritardo che la decisione dal minimo denominatore sarebbe un disastro. L' euro-zona è nel bel mezzo della sua più profonda crisi da quando la moneta unica è stata creata. Non può permettersi di avere mesi d' incertezza su chi guiderà la BCE, per non parlare di una scelta di secondo piano. I politici Europei devono mettere da parte il loro desiderio di distribuire le posizioni principali, superare i loro pregiudizi nazionali e semplicemente trovare la persona migliore per il ruolo.


Non dovrebbe essere difficile. Su ogni valutazione oggettiva di chi ha l' esperienza e il temperamento giusto per essere il principale banchiere centrale Europeo, un candidato si distingue: Mario Draghhi, il governatore della Banca d' Italia.


Cosa ci vuole per gestire la BCE? In cima alla lista c' è la competenza tecnica e una comprovata esperienza per essere un credibile tutore contro l' inflazione. Il ruolo della BCE, come previsto nel suo mandato, è quello di mantenere la stabilità dei prezzi, e il suo presidente deve sia fare quello sforzo che essere la sua identità pubblica. Ma essere forti in materia d' inflazione, benchè necessario, non è più sufficiente. Sulla scia della crisi finanziaria le banche centrali si stanno spostando su un punto sempre più ampio di "direzione macroprudenziale". I banchieri centrali di domani avranno bisogno di capire la complessità dei mercati finanziari e le regole meglio dei loro predecessori. Infine, il presidente della BCE, forse più di altri, necessita di destrezza diplomatica, sia per dirigere che per rappresentare un consenso al consiglio dei 23 membri che governano, così come per lavorare e sopportare gli stizzosi politici Europei. 


Aggiungendo questi requisiti il curriculum di Mario Draghi si distingue. E' un economista con un mucchio di esperienza nella banche centrali e nella finanza pubblica, oltre ad un periodo di lavoro di quattro anni nel settore privato. Oltre alla gestione della banca centrale in Italia, è presidente del Financial Stability Board, il club dei regolatori che guidano le riforme delle regole finanziarie internazionali. Nessun altro candidato è in grado di esibire il suo curriculum. Klaus Regling, il capo tedesco dello European Financial Stability Facility, non è mai stato un banchiere centrale. Erkki Liikanen, capo della banca centrale finlandese,manca di esperienza finanziaria e di normativa.


Allora perchè Mario Draghi non è una vittoria scontata? I critici si sono concentrati su due inconvenienti. In primo luogo, la sua esperienza nel settore privato fu a Goldman Sachs, banca d' investimento ormai vituperata. Secondo, è Italiano. La sua nazionalità sconvolge la mentalità europea del Bugging's turn (la nomina di una persona per rotazione o promozione, piuttosto che per merito), anche perchè il numero due della BCE è già un "meridionale" del Portogallo, e ha alimentato in Germania il timore che una BCE guidata da Draghi andrebbe morbida sulla stabilità dei prezzi. "Mamma mia" ha urlato il Bild, un tabloid tedesco. "Per gli Italiani l' inflazione è uno stile di vita, come la pasta al sugo." Il sempre più grave scandalo che inghiottisce Silvio Berlusconi, il primo ministro Italiano, aiuta a mala pena l' idea che un Italiano possa essere un candidato serio.


Entrambi questi argomenti sono falsi. Goldman Sachs potrebbe essere ora un marchio tossico (e l' influenza dei suoi allievi sulla politica possono dare motivo di preoccupazione), ma non c' è alcuna prova che Draghi abbia fatto lì nulla di disdicevole. Piuttosto il contrario: ha maturato una preziosa esperienza finanziaria. Gli stereotipi nazionali sono altrettanto riprovevoli. Nulla suggerisce che Draghi sia morbido sull' inflazione. 


Angela Merkel, cancelliere tedesco e la voce più influente oggi in Europa, dovrebbe affrontare direttamente questi pregiudizi. La Germania ora dovrebbe dare il suo sostegno a Draghi, e la Merkel dovrebbe spiegare ai Tedeschi perchè lui è l' uomo più adatto per questo ruolo. In questo modo i politici Europei potrebbero, per una volta, migliorare una brutta situazione.