L' ultima critica al nostro più grande intellettuale, Umberto Eco

In un articolo su Il Giornale Vittorio Macioce, ha criticato così l' autore de" Il nome della rosa": 



Diventato l'intellettuale di riferimento del popolo viola, il professore sceglie un palco internazionale come Gerusalemme per lanciare l'ennesimo insulto al Cav: "Altro che Gheddafi, è come il Führer"



Berlusconi come Hi­tler? La sfiga di Umberto Eco è che lui spara cavo­late e tutti lo prendono sul serio. La colpa è della ma­schera. L’etichetta da se­miologo, i baciamano di quelli come Fazio, la capa­cit­à di dire castronerie sen­za sorridere. Ci ha provato a cambiare faccia. Via la barba da professorone e spuntano i baffetti da poli­ziotto belga, in stile Du­pont& Dupont. Inutile. Quella di Eco resta una vo­cazione frustrata: voleva fare il barzellettiere. Solo che i suoi giochi intellet­tuali sono così raffinati che pochi li capiscono. So­no paradossi della logica, freddure estetiche, orga­smi metalinguistici. Il vol­go purtroppo non ride, ma comincia a interrogar­si sui ragionamenti del grande intellettuale ultra­settantenne. Lo intervista­no. Lo chiamano maestro. Lo invitano a rodomonti­che manifestazioni politi­che dove lui gigioneggia convinto che prima o poi qualcuno riconoscerà ar­guzie e facezie. E invece niente. Saviano lo guarda, fa la faccia seria, si mortifi­ca, gli sanguina il costato per tutto lo sporco del mondo e a quel punto Umberto non ha il coraggio di dire la ve­rità: guarda che stavo buffo­neggiando. Così di nuovo è co­­stretto a indossare gli abiti del maestro del pensiero. Eco, in­somma, è vittima di un pregiu­dizio. E con gli anni peggiora. Come se un vecchio non aves­se il diritto di dire scempiaggi­ni per divertirsi un po’. Povero briccone. Non sa che ultima­mente perfino i suoi amici di cena e sciarade lo prendono sul serio. (Potete leggere l' intero articolo qui)




Penso che l' autore di questo articolo sia venuto meno al primo dovere di un intellettuale: quello di dire la verità. Dalle sue parole emerge soltanto una critica che non ha nessuna logica. Umberto Eco è in realtà uno dei pochi intellettuali capaci di assolvere al proprio compito: il fatto di interpretare il mondo con gli occhi del semiologo gli permette di avere una visione molto acuta della realtà, e questo lo si può capire dai suoi scritti. Non credo che sia solo un "vecchio che dice scempiaggini".