Relativismo morale

"Io credo che gli uomini agiscano certe volte indipendentemente dalla loro volontà. Certi atteggiamenti, certi comportamenti sono imperscrutabili. La psicologia ha fatto molto, la psichiatria forse ancora di più, però, dell'uomo, non sappiamo ancora nulla.
Certe volte, insomma, ci sono dei comportamenti anomali che non si riescono a spiegare e quindi io ho sempre pensato che ci sia ben poco merito nella virtù e poca colpa nell'errore, anche perché non ho mai capito bene che cosa sia la virtù e cosa sia l'errore. È una questione di relativismo, sia geografico che temporale. Basta spostarci di paralleli e meridiani che troviamo cose per noi turpi da un punto di vista morale, e invece normalissime per certi gruppi che popolano l'Amazzonia. Dal punto di vista temporale, si pensi ad una brava persona, un tedesco di trent'ottanni, che nutriva i propri figli, che era innamorato della moglie e non pensava al altro che alla famiglia e al lavoro; bene, quest'uomo il sabato e la domenica si metteva la camicia blu e andava ad ascoltare e ad applaudire i discorsi di Hitler. Era una brava persona?
Vedete che tutto è molto relativo.
Anche le leggi sono assolutamente relative e il loro rispetto altrettanto. Insomma, credo che siamo tutti condizionati da un relativismo morale. Non esistono, secondo me, verità assolute. E quindi è inutile condannare qualcuno." 



Fabrizio De Andrè