Slovenia-Italia: Motta decide ma gli azzurri non brillano


Prandelli presenta in Slovenia una squadra tutta fantasia come da previsione: a centrocampo giocano insieme Thiago Motta, Montolivo, Aquilani e Mauri che hanno il compito di innescare il duo d’attacco formato dagli ex blucerchiati Cassano e Pazzini. Completano la formazione Buffon tra i pali e Balzaretti, Bonucci, Chiellini e Maggio in difesa.

La partita inizia con un buon ritmo, con gli azzurri che controllano il centrocampo ma con i padroni di casa più in forma fisicamente.

Al 23’ arriva il primo brivido della gara con Pazzini che passa tra due avversari e gira di destro colpendo il palo. Rispondono i padroni di casa con Koren che arriva al tiro servito da Birsa ma Buffon si oppone in tuffo.

Il finale di primo tempo è sempre in bilico con l’Italia che attacca molto ma che si espone più volte ai contropiede degli sloveni.

La ripresa si apre con Handanovic che con tre salvataggi di fila nega il gol prima a Mauri e poi a Cassano e Aquilani. Al 57’ il neoentrato Ljubijankic colpisce l’incrocio dei pali.

La svolta arriva al 73’ quando Thiago Motta triangola con Balzaretti e fa partire un tiro mancino che si insacca alle spalle di Handanovic e porta gli ospiti in vantaggio.

L’Italia comincia a giocare con più scioltezza e prende il totale controllo del centrocampo e la Slovenia non riesce più a giocare.

La partita è stata piuttosto equilibrata e la differenza è stata data soprattutto dalla differenza tecnica delle squadre: i padroni di casa hanno mostrato un ottimo impianto di gioco che ha messo spesso in difficoltà gli ex-campioni del mondo, che dal canto loro non hanno brillato in fase difensiva concedendo troppo spesso situazioni pericolose agli sloveni.

La gara si chiude quindi con la vittoria degli azzurri che dopo 5 gare sono a quota 13 punti: un risultato importante che ci consente di guardare con ottimismo verso Euro 2012 con una qualificazione che ora è davvero a portata di mano, considerando anche la sconfitta dell’Irlanda del Nord contro la Serbia.

La sensazione è che questa Italia sia una buona squadra, certo non brillante e certamente non spettacolare ma comunque in grado di giocare un buon calcio: composta quasi del tutto da giovani che non provengono dalle prime della classifica (e questo la dice lunga sulla situazione del nostro calcio) e che non sono abituati a grandi palcoscenici ma che hanno tanto cuore e tanti polmoni da mettere in campo.