L'immagine lesa delle donne



Una sottile linea separa la creatività dalla sguaiatezza, e oggi più che mai tale valico è stato superato a danno della creatività. E' quanto accade quotidianamente nelle pubblicità e format televisivi. Il carico indegno è sulle spalle delle donne, schiavizzate da stereotipi di genere ad uso e abuso di una certa categoria di pubblicitari. Proporre un corpo nudo in pose che rimandano alla sfera sessuale crea un impatto visivo immediato, cattura l'attenzione con una velocità supersonica, andandosi ad attaccare a ciò che già vi è di costituito nella menta di chi osserva. E di argomentazioni circa il nudo e il sesso, la mente non potrebbe che esserne piena; continuamente i mass media trasmettono di donne seminude che vengono proposte solo in qualità di corpo non pensante. Dal fronte politico capita sempre più spesso, di apprendere notizie relative a politici invischiati nel ménage della prostituzione di lusso. E la pubblicità che è al tempo stesso, termometro e specchio della società, rimanda quanto accade nel quotidiano. Via libera quindi a donne relegate in seni al silicone, zigomi e labbra gonfi, più innaturali che mai, alle prese con smancerie atte ad asservire i piaceri carnali di uomini volgari, senza arte nè parte. Una società frodata, ferita e bastonata, dove si vuol far passarne la facciata per un'aia pululante di starnazzi e nulla più. Le donne relegate negli ultimi posti, poichè gli stereotipi sessisti continuamente rimpolpati dai media, le rappresentano e propongono come esseri inferiori.

La situazione, divenuta stagnante e logora, è stata sottoposta sotto la lente d'ingrandimento di esperti della comunicazione, associazioni di consumatori, comitati di cittadinanza, società e istituzioni parlamentari. Tra le fila degli esperti hanno fatto sentire la loro voce dando un seguito alle loro parole, la scrittrice Annamaria Testa, e il Presidente dell'Art Directors Club Italiano, Massimo Guastini. Entrambi denunciano la condizione delle donne oggi in Italia, quale causa scatenante di un "irrilevante potere economico, di una inesistente rappresentanza politica che opera in modo tale che sussistano stereotipi di genere di bassa etica e moralità, rappresentando la donna per ciò che nella realtà non è"- dichiara la Testa promotrice assieme allo stesso Guastini del "Manifesto Deontologico", contro l'abuso del corpo femminile in pubblicità. Il Presidente Federconsumatori, Rosario Trefiletti incita ad intervenire nel sociale, operando una radicale rivoluzione; denunciare presso gli organi di competenza quali lo IAP, tutte quelle campagne pubblicitarie che offendono l'immagine della donna e boicottare i prodotti pubblicizzati in maniera indegna. Un forte incitamento alla riscossa femminile, giunge netto e deciso dalla Vice Presidente al Senato, Emma bonino. Come un lampo a ciel sereno, sguarcia il suo grido di denuncia contro chi nell'ambiente della politica, si lascia andare a sguaiatezze e volgarità piuttosto che assumersi le adeguate responsabilità politiche. Non risparmia colpi nei confronti dei superficiali che per accattivarsi simpatie popolari, scherzano sulla condizione delle donne, rifacendosi a stereotipi sessisti che creano discriminazioni.

"Punta miliale della rivoluzione femminile, il merito e non solo rappresentazione di genere"- tuona la Bonino- "affinchè il 30% delle quote rosa nel 2015, non verrà occupato dalle solite meno battagliere, meno indipendenti, meno autonome".

Chi ha merito, lo dimostri e ogni parte della società si adoperi in tal senso: "la rivoluzione è cominciata".




Lorena Nicoletta