Emissioni di biossido di carbonio: Il costo del commercio in termini di inquinamento atmosferico

E' vero che stiamo riducendo le emissioni di CO2? Secondo una ricerca pubblicata su PNAS non è proprio così!




Quando uno stato riporta all'ONU le proprie emissioni di CO2, si tratta del biossido di carbonio rilasciato dalle ciminiere, dai tubi di scarico e dagli incendi boschivi che si verificano nel territorio. E per quanto riguarda l'anidride carbonica emesso altrove dalle persone che producono le merci importate dal paese?


Un articolo appena pubblicato su PNAS da Glen Peters e i colleghi di Cicerone, un gruppo di ricerca, analizza come le emissioni di CO2 del mondo vengono ridistribuite equamente quando l'anidride carbonica utilizzata per produrre beni per il commercio e servizi viene messa sul conto del consumatore finale, e non del produttore iniziale.


Così mentre l'Europa può essere orgogliosa di se stessa perché emette meno biossido di carbonio dal proprio territorio di quanto faceva nel 1990, dal punto di vista del consumo rappresentato dalle importazioni dalla sola Cina, annulla il guadagno.


In generale lo studio rileva che le importazioni nette di prodotti contenenti anidride carbonica verso i paesi sviluppati sono cresciute dalle 400 tonnellate nel 1990 a 1,6 miliardi di tonnellate nel 2008: un tasso di crescita superiore a quello dell'economia mondiale o alle emissioni globali di CO2.


Tradotto da un articolo dell'Economist