I “tagli” nascono dalla crisi del sistema-Paese


La “crisi” parte da lontano: Il disagio economico alla base delle problematiche.


“Governare è far credere” diceva Machiavelli. Oggi però a cosa crediamo ? Il mondo dell’istruzione è nel caos più totale e con esso tutta la pubblica amministrazione, le imprese sembrano su un punto di non ritorno e con un caro vita ormai diventato sempre più insostenibile per una porzione troppo elevata della popolazione il potere d'acquisto della spina dorsale del nostro Paese, la classe media, è drasticamente diminuito. Negli anni della più grave recessione economica della storia occidentale, anche il sistema universitario è in crisi, ma la crisi da cosa è dovuta ? E’giusto parlare di crisi del mercato, diffusasi, come una moderna epidemia dagli Stati Uniti, o le reali motivazioni di questo crollo sono altre ?

L’attuale crisi ha una genesi internazionale e per il raggiungimento di una soluzione duratura si necessita di interventi su scala mondiale che ridisegnino le attuali negoziazioni tra stati, o meglio saper fronteggiare la globalizzazione dei mercati e la delocalizzazione delle imprese.
Esempio: in Italia solo una grande impresa potrà delocalizzarsi e aprire in Cina una sede; in Cina la mano d'opera costa pochissimo e i diritti dei lavoratori sono inesistenti.
La nostra grande impresa, che per ipotesi produce giocattoli, immetterà sul mercato lo stesso giocattolo a prezzi molto inferiori rispetto alla piccola impresa italiana che non può delocalizzarsi (non ha i soldi e le opportunità politiche necessarie).

 Tutto questo comporterà che la piccola azienda sarà costretta a cambiare i contratti dei propri lavoratori da Full a Part-Time, o nell’ipotesi peggiore, sarà costretta a tagli del personale, lo stesso personale che non sarà più in grado di sorreggere il mutuo con le banche, le stesse persone che saranno costrette a scendere in piazza per gridare il loro diritto al lavoro. La fase attuale vede quindi lo Stato riceve un minor gettito fiscale, essendoci un minor reddito la spesa pubblica deve diminuire, ecco i tagli dei governi che si traducono nel caso italiano, sul fronte istruzione, con la riforma Gelmini. I tagli forsennati introdotti dall’attuale Governo rischiano di precludere alle Università italiane perfino la mera sopravvivenza e sul campo della ricerca, il Bel Paese, sta rapidamente conquistando il non ambito posto di fanalino di coda dell’Europa. 

Per risollevarci da una crisi indotta di questa portata, gli statisti si trovano dinnanzi ad una duplice soluzione: il ritorno al protezionismo, con tutte le sue inevitabili conseguenze, o l’esportazione (quanto mai utopistica) dei diritti dell’uomo e del lavoratore.