Il Cav non mantiene le promesse. One: l'Italia fuori dal G8

Nicolas Sarkozy e Silvio Berlusconi vengono criticati per non aver rispettato i loro obbiettivi. Fotografia: Gregorio Borgia / AP

Bono e Bob Geldof criticano i paesi del G8 per non aver rispettato il target che si erano posti sugli aiuti ai paesi del terzo mondo. Infatti secondo il rapporto annuale della loro organizzazione, One, le grandi potenze hanno consegnato soltanto il 61% del contributo finanziario aggiuntivo che venne dichiarato al vertice di Gleneagles nel 2005.


L'unico paese ad essere elogiato è la Gran Bretagna, che è passata da un contributo di 1 miliardo a 5,1 miliardi di $. Stati Uniti, Canada e Giappone hanno rispettato i propri impegni, ma bisogna tener conto che non avevano obbiettivi tanto ambiziosi, per cui sono stati invitati a impegnarsi maggiormente nella causa.

I paesi che sono stati bacchettati sono Germania, Italia e Francia, che sono responsabili del deficit di 7 miliardi. Il direttore esecutivo di One, Jammie Drummond, ha detto su Berlusconi: "Purtroppo non stupisce che Berlusconi non sia riuscito ancora una volta a mantenere le sue promesse - e continuiamo a chiedere che l'Italia venga temporaneamente rimossa dal G8 per questo motivo."

E Drummond continua su Sarkozy: "E' preoccupante che Sarkozy e la Francia siano così indietro in un anno in cui ci si aspetta tanto da essi, dato che sono i padroni di casa al G8 e al G20, e in un momento in cui lo sviluppo, la pace e la democrazia in Africa sono in cima all'agenda."

La Germania viene definita "molto deludente", non avendo rispettato le promesse nonostante la sua incredibile crescita economica. I 3 paesi europei sono stati invitati a fissare un calendario preciso per soddisfare le promesse fatte, cioè di donare lo 0.7% del proprio reddito nazionale ai paesi poveri.

Al vertice di Gleneagles i paesi del G8 si erano impegnati ad aumentare la somma di aiuti per lo sviluppo dei paesi del terzo mondo a 50 miliardi di $, con un extra di 25 miliardi che sarebbe andato all'Africa Sub-Sahariana.



Fonte: The Guardian