L'economia ha bisogno di mobilità, l'ecologia ha bisogno di mobilità.



Per l'economia, come per ecologia, esistono dei concetti ovvi, scontati ed imprescindibili,
e che non si possono interscambiare o sostituire gli uni con gli altri, alcuni sono esclusivi dell'una o
dell'altra, altri sono incredibilmente (per poche persone) identici.



L'economia ha bisogno di mobilità, l'ecologia ha bisogno di mobilità.
L'economia ha bisogno di certezze, l'ecologia ha bisogno di certezze.


Non è quindi accettabile parlare di infrastrutture autostradali e ferroviarie trattando il tutto
come un qualcosa che si può creare senza tener conto di certe regole e di bisogni reali.
Confindustria sostiene che le ferrovie e le autostrade italiane sono inferiori al 75% della media
Ue rispetto alla popolazione. 


La questione, posta in relazione a energia e ambiente, comporta dei sacrifici, questi ultimi
tutti (o molti - e comuqnue troppi) pesano solo sull'ambiente.


Sempre da Confindustria arriva un tentativo di spiegare:
"L'obiettivo è far tornare gli investimenti pubblici per lo meno ai livelli pre-crisi. 
Per invertire la tendenza l'agenda politica italiana dovrebbe allinearsi a quella europea, che si
è concentrata su riforme strutturali in grado di favorire gli investimenti privati, unendo la liberalizzazione dei mercati a strumenti
finanziari innovativi.Nella realizzazione delle infrastrutture una semplificazione
normativa e un'accelerazione delle procedure consentirebbero di realizzare gli interventi in modo più rapido e efficace, risparmiando
costi". 
Ed eccolo qui, il punto:come risparmiare sui costi.
Nessuno si è posto il problema di come rendere queste infrastrutture più ecocompatibili,
meno invasive, più economiche da un punto di vista di rispetto dell'ambiente e come investimento
sulla salute del pianeta e dei suoi abitanti. No, l'unico vero scopo è quello di trovare una soluzione
per risparmiare soldi... da usare poi per curarsi? 
Quando parlo di cure mi riferisco sia a quelle per il cordo che a quelle per la mente ovviamente.


Aggiungo, inoltre, che "autostrade italiane inferiori al 75% dell'UE" non significaassolutamente niente, visto
che ogni Stato ha le sue caratteristiche geografiche, idrogeologiche, orografiche.


Perché non parlare di ferrovie?
Perché non parlare di vie di trasporto marittime?
Perché invece di costruire nuove strade, col rischio che restino incomplete per decenni, non si investe nel risamente
o nella ricsotruzione (in alcuni casi) di strade già esistenti?


Chiediamoci, abbiamo davvero bisogno di nuove autostrade?